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Preghiera ai giovani

 

Intervista immaginaria a don Antonio.

 

 

 

Domanda: Vivere la fede paga o è solo un sentimento che affoga la voglia di vivere ?

Risposta: La risposta dipende dal mondo come si vive la fede. Se la facciamo consistere nel solo sentimento può effettivamente accadere che passato l'onda emoyiva tutto naufraghi nel vuoto, nella noia, fino ad allontanarci dai problemi reali della vita. Se la fede ha la solidità della vita, perché la fede è vita, può accadere che l'organismo spirituale si indebolisca, si ammali; ma i rimedi per rialzarsi ci sono e sono efficaci. I sacramenti e le opere della fede.

Domanda: Tu, nella tua vita, hai avuto mai momenti di debolezza, di malattia?

Risposta: Lo spirito è pronto, ma la carne è debole, dice Gesù. Gli alti e  bassi, le crisi, le debolezza prendono chiunque fa un cammino spirituale. Sapersi rialzare prontamente e rimettersi in cammino è la qualità della fede-abbandono. Ho l'esatta convinzione di essere"un poveraccio". Questo mi basta, poi con fiducia avanti con gli occhi fissi alle altezze, alla mia Messa, al mio Gesù che immolo ogni mattina; sguardo gioioso, non melanconico; sorridente e aperto come in una grande gioia, non triste e depresso! La Madonna mi aiuta (Diario 13 agosto 1950)

Poniamo ancora qualche domanda a don Antonio. Le risposte s'ispirano ai suoi scitti:

Domanda: Come ti sei trovato prete?

Risposta:La vita è un'avventura meravigliosa, il cui garante è Dio. Egli dà a ciascuno di potersi realizzare come suo (=di Dio) progetto. Non poco in questa realizzazione contano situazioni stroriche, caratteriali, familiari, psicologiche e così via. A me Dio sembra avermi circondato di fattori tali che alla fine mi hanno fatto scoprire che valeva la pena investire la mia vita nel sacerdozio e ho pensato che fosse il massimo per me. Mi hanno aiutato genitori pii, buoni, onesti, laboriosi; sacerdoti forti e preparati e una naturale inclinazione a vivere i valori veri ed eterni. Ho incontrato Cristo e così ho deciso di seguirlo. E mi sono trovato prete.

Domanda: Ma Lui è stato almeno dispettoso nei tuoi confronti. Ti ha fatto morire a 28 anni.

Risposta: Questo è un dono che ho ricewvuto da Lui. Ti sembrerà strano, ma è così. Ti assicuro che 28 anni mi sono stati sufficienti per realizzarmi pienamente come persona e come sacerdote. Come persona: Ho fatto le più belle esperienze della vita, quelle che un giovane vero pensa di fare. Queste esperienze le ho vissute forse non dove un giovane comune pensa di viverle: in me. Io sono stato il vero protagonista della mia vita, in Cristo e con Cristo. Non ho conosciuto bar, luoghi di divertimento mondano, fumo, alcol, amori. Non mi divertivano. La mia vita era nel mio intimo, con Lui, mia vera vita: ascesi, formazione, studio. E penso prorpio che questa sia vita e vita avventurosa. Quando ti leghi a Cristo, non sai mai dove ti porta, dove arrivi.Come sacerdote: Un'ebbrerzza nello Spirito. Ma non pensare che non abbia conosciuto momenti anche difficili, come quelli che vive un giovane impegnato. Avevo una grandissima responsabilità e un fisico debole per portarlo a lungo. e allora mi sono buttato a capofitto nel mio ministero, nelle mie responsabilità. E quando mi sono easaurito nel vivere la terra, sono stato trasportato altrove dove posso vivere senza fine. Un dono quindi. Che avventura meravigliosa. Prova a farla anche tu.

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